Il Territorio

Nella prestigiosa marca Trevigiana, adagiata sulle splendide colline della zona D.O.C.G. Conegliano Valdobbiadene, si trova Col Sandago, dove il vitigno Glera, qui coltivato, beneficia delle peculiarità chimico-fisiche dei terreni.

L’esposizione, le pendenze, le altimetrie e i microclimi concorrono a rendere il prodotto di qualità.

Gli eccellenti vini prodotti fanno del comprensorio Valdobbiadene-Conegliano uno dei più importanti distretti enologici spumantistici d’Italia e del Mondo.

Contribuiscono a creare un quadro raffinato di profumi e sapori l’ottima cucina, l’arte, la cultura di un popolo lavoratore e la quiete circostante.

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Col Sandago appartiene ad una zona rigogliosa, dove le viti sono ricche delle preziose sostanze che la terra ha assorbito quando, nella preistoria, il grande ghiacciaio dalle Dolomiti scese a valle, modellando il territorio e scavando il letto dello storico fiume Piave.

Un vitigno con un importante passato alle spalle.

Originario della Stiria, regione austriaca, due secoli fa giunse nella Marca Trevigiana, l’unica zona d’Italia che ha saputo accoglierlo e valorizzarlo.
Il Wildbacher oggi contraddistingue Col Sandago.

Particolari attenzioni sono dedicate a questa vite che adotta la forma di allevamento del Cordone Speronato: un’accurata sfogliatura, una precisa potatura e una diminuzione dei grappoli fanno sì che vengano ridotte le rese produttive.

Dalle uve di questa vite si ottiene un rosso di carattere, un fruttato e floreale Spumante Rosato “Brut Rosé”, lo Spumante brut “Metodo Classico”, un intrigante passito “Dagoberthus” e una grappa di gran qualità.

CORDONE SPERONATO
Si tratta di un sistema d’allevamento della vite che si adatta a terreni asciutti e/o di media fertilità.

Il fusto, che raggiunge un’altezza di 60-70 cm, si estende orizzontalmente in un cordone fisso lungo circa 90 cm, sul quale sono posti, ad una distanza equa di 15-30 cm, speroni di 2-4 gemme.

Il sesto d’impianto, ossia la disposizione geometrica dei vigneti, è di 2-2.5 m tra i filari e di 1 m tra le piante.

La maggiore produzione di Col Sandago riguarda il Prosecco.  Il metodo di allevamento utilizzato è a Spalliera (Sylvoz).

La densità di impianto delle viti di Prosecco è di circa 3500 ceppi per ettaro, per una resa media di 130 quintali per ettaro.

Da queste viti vengono prodotti il Prosecco Superiore Extra Dry Conegliano Valdobbiadene D.O.C.G “Case Bianche”, il Brut “Vigna del Cuc” Conegliano Valdobbiadene D.O.C.G. e il “Brusolé”, un vino frizzante e fruttato.

Ad aggiungersi a questa produzione classica di Prosecco Spumante, vi è “Undici”, Prosecco Superiore Dry Rive di Susegana brillante e leggero, arricchito da aromi di uve Glera in purezza e “Nature” Prosecco Superiore Extra Brut Rive di Susegana.

SYLVOZ
È un metodo di allevamento diffuso in particolare nell’Italia centro-settentrionale.

L’impianto Sylvoz è composto da un fusto principale verticale che prosegue come cordone posto orizzontalmente dove sono inseriti i capi a frutto, potati lunghi e piegati verso il basso.

Di anno in anno, i capi a frutto vengono rinnovati utilizzando un tralcio formatosi sulla curvatura di quello dell’anno precedente o da un piccolo sperone.

CAPPUCCINA
ll sistema Doppio Capovolto o Cappuccina è una forma di allevamento derivante dal Guyot e consiste nell’allevare su un ceppo ad altezza variabile tra gli 80-100 cm due tralci a frutto e due speroni.

Il tralcio a frutto in questo caso conterà dalle 8 alle 12 gemme, sarà quello che produrrà i frutti e sarà curvato verso il basso con un’inclinazione di 30-40° e fissato ad un filo inferiore, gli speroni invece serviranno a garantire il capo e frutto nell’annata successiva.

L’azienda produce con orgoglio anche il Merlot, vino derivante da vitigni che hanno saputo ben adattarsi alle peculiarità della tenuta.

Il sistema di allevamento destinato ai vigneti di uve Merlot è il Guyot. Da queste viti viene prodotto il “Camoi“, vino rosso austero e di buona struttura.

GUYOT
La forma di allevamento a Guyot semplice è a ridotta espansione.

Nel tronco della pianta di 70-80 cm viene inserito un capo a frutto di 10-15 gemme, piegato orizzontalmente in direzione del filare, e uno sperone di 1-2 gemme che permette di dare i rinnovi per l’anno successivo.

Nel Guyot classico i sesti d’impianto, ossia la disposizione geometrica delle viti, variano dai 2.0-2.5 m tra i filari e 80-100 cm sulla fila, a seconda della vigoria, dell’accostamento vitigno-portainnesto e della fertilità del terreno.

I terreni della Tenuta fruttificano abbondantemente.

Ricchi di argilla calcarea, i terreni godono di un microclima ideale che viene a formarsi dall’incontro tra quello mediterraneo e quello alpino.

Le proprietà chimiche del terreno e il clima sono elementi  che vanno a favorire non solo la produzione di vino, ma anche quella di olio, seppur in quantità ridotta, grazie alla coltivazione di ulivi qui piantati nel 2006.