La Storia

“Nel cielo blu di primo autunno, sospese al sommo di un colle,
quattro case bianche, tutto intorno i digradanti vigneti,
esausti dopo la vendemmia.
Il silenzio, la brezza leggera, il sentore di mosto…
Io cammino tra i filari, sotto il cielo, sino ai boschi di querce…
Anni fa quel giorno io vidi Col Sandago….”


Martino Zanetti

Un animo inquieto e tenace.

Il Wildbacher ha una storia complessa che vogliamo raccontarvi…

Il nome Wildbacher prende origine da una regione situata nelle campagne di Deutsch-Landberg, in Austria, nella Stiria Occidentale, chiamata Schilchergegend, ossia “zona del vino brillante” e corrisponde al distretto dove era inizialmente coltivato, significa letteralmente “torrentello selvaggio, non imbrigliato”, una profezia per il suo carattere inquieto.

Da quelle terre, due secoli or sono, il vitigno giunse a Susegana, nella Marca Trevigiana, l’unica zona d’Italia dove ha trovato ospitalità.

Anche se forte e rustico, non era ancora considerato pregiato. Consentiva, tuttavia, ai contadini veneti di coltivarlo dove altri non avrebbero resistito.

Ma le difficoltà per il Wildbacher non erano finite: i colli della Marca Trevigiana si dimostravano particolarmente adatti alla produzione di Prosecco, di vini bianchi e di pochi rossi di pregio.

Il rustico vitigno d’origine stiriana venne, così, relegato nel dimenticatoio, destinato a rimanere ai margini meno illustri dell’enologia locale.

Fortunatamente, se ancora oggi si parla di Wildbacher per descriverne i pregi e raccontarne la storia è grazie a Martino Zanetti, estimatore di vini sinceri, imprenditore accorto e produttore appassionato, che ha voluto scommettere su quei rari filari scoperti per caso nella sua tenuta.

Affidando ad agronomi esperti il compito di studiarli e ai suoi enologi quello di creare le condizioni migliori per assecondare le inclinazioni di un vino così esclusivo, il Wildbacher ha potuto esprimersi in tutto il suo prestigio, regalando colori e profumi sbalorditivi.

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